La Bretagne fu la capoclasse di tre navi da battaglia tipo dreadnought costruite per la Marina francese negli anni ’10 del XX secolo. Entrata in servizio nel febbraio 1916, poco dopo l’inizio della Prima Guerra Mondiale, trascorse la maggior parte della sua carriera, durata quasi 25 anni, con la Squadra del Mediterraneo, di cui fu anche nave ammiraglia.
Durante il primo conflitto mondiale fornì copertura al Blocco di Otranto contro la marina austro-ungarica, senza però partecipare ad azioni di combattimento. Ampiamente modernizzata nel periodo interbellico, svolse normali attività di pace come crociere ed esercitazioni nel Mediterraneo e nell’Atlantico.
Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale nel settembre 1939, scortò alcuni convogli di truppe e venne brevemente schierata in Atlantico per dare la caccia alle navi tedesche. Dopo l’invasione tedesca della Francia nel maggio 1940 e la resa francese appena sei settimane dopo, la Bretagne si trovava a Mers-el-Kébir, in Algeria.
Il 3 luglio 1940, nel timore che la flotta francese cadesse in mano tedesca, i britannici attaccarono le navi lì ormeggiate dopo che i francesi ebbero rifiutato di consegnarle o autoaffondarle. Centrata da quattro proiettili da 381 mm, la Bretagne esplose e si capovolse, perdendo la maggior parte dell’equipaggio. Il suo relitto venne recuperato nel 1952 per essere demolito.
Foto history.navy.mil, PD-US, link
Caratteristiche tecniche
La classe Bretagne fu progettata come una versione migliorata della precedente classe Courbet, con un armamento più potente. Tuttavia, le dimensioni limitate dei bacini di carenaggio francesi costrinsero a posizionare le torri più vicine alle estremità, con ripercussioni negative sulla tenuta al mare.
Le navi erano lunghe 166 metri fuori tutto, con un baglio massimo di 27 metri e un pescaggio medio di 9,1 metri. Il dislocamento era di 23.936 tonnellate a pieno carico. L’equipaggio contava 1.193 uomini che salivano a 1.250 quando la nave era ammiraglia.
La propulsione era assicurata da 2 set di turbine a vapore Parsons alimentate da 24 caldaie Niclausse, per una potenza di 28.000 hp e una velocità massima di 20 nodi. L’autonomia era di 4.700 miglia a 10 nodi. L’armamento principale verteva su 10 cannoni da 340 mm M1912 in 5 torri binate, quello secondario su 22 pezzi da 138 mm M1910 in casematte. A prua erano installati anche 2 cannoni antiaerei da 47 mm.
La corazzatura aveva uno spessore massimo di 270 mm alla cintura e di 300 mm per le torri. Il ponte era spesso 40 mm, mentre la torre di comando arrivava a 266 mm.
La Prima Guerra Mondiale
Impostata nel luglio 1912 all’Arsenale di Brest, la Bretagne venne varata nell’aprile 1913 ed entrò in servizio nel febbraio 1916, sei mesi dopo l’inizio delle ostilità. Assegnata alla 1ª Divisione della 1ª Squadra da Battaglia, ne divenne subito nave ammiraglia.
Passò quasi tutto il conflitto a Corfù, per impedire un’eventuale sortita della flotta austro-ungarica dall’Adriatico. Fornì anche supporto al Blocco di Otranto contro i sommergibili nemici e rappresentò una minaccia per la Grecia, sempre più ostile all’Intesa. Non partecipò però ad alcuna azione, rimanendo addirittura in porto per tutto il 1917 a causa della grave carenza di carbone. Rientrò a Tolone dopo la fine della guerra.
Il periodo interbellico
Tra il giugno 1919 e l’ottobre 1920 la Bretagne subì un lungo ciclo di lavori, che incluse modifiche alle torri per aumentare l’elevazione dei cannoni, la rimozione di 4 pezzi da 138 mm prodieri e l’installazione di 4 cannoni antiaerei da 75 mm. L’albero di prua fu sostituito con un tripode e quello di poppa accorciato per far posto a un pallone frenato. Vennero aggiunti nuovi telemetri e una centrale di tiro.
Tornata in servizio, la Bretagne riprese il ruolo di ammiraglia della Squadra del Mediterraneo. Tra esercitazioni e visite diplomatiche, nel giugno 1923 si arenò brevemente nel canale di Biserta, in Tunisia, senza riportare danni. Nell’agosto dello stesso anno partecipò ai soccorsi della gemella France, affondata per una falla dopo aver urtato uno scoglio non segnalato.
Tra il maggio 1924 e il settembre 1925 la nave andò incontro a una radicale modernizzazione. Le caldaie vennero parzialmente convertite alla nafta, 4 pezzi poppieri da 138 mm furono sbarcati, l’armamento antiaereo fu potenziato e vennero aggiunti nuovi telemetri e centrali di tiro. La prua fu alleggerita e modificata per migliorare la tenuta al mare.
Negli anni successivi la Bretagne continuò la sua attività addestrativa e di rappresentanza, perlopiù nel Mediterraneo, intervallata da lavori di manutenzione. Tra il luglio 1932 e il novembre 1934 fu sottoposta all’ammodernamento finale, che comportò la sostituzione delle caldaie con modelli più compatti a nafta, ulteriori modifiche all’armamento secondario e antiaereo e l’installazione di nuove centrali di tiro e telemetri.
Nella seconda metà degli anni ’30, con il deteriorarsi della situazione internazionale, la Bretagne e le sue gemelle vennero schierate a Brest, per fungere da deterrente contro la Germania. Presero comunque parte a esercitazioni combinate e visite nei porti atlantici e nordafricani. Nel giugno 1939, alla vigilia della guerra, la 2ª Divisione Corazzate fu trasferita in Mediterraneo.
La Seconda Guerra Mondiale
L’inizio del conflitto
Allo scoppio delle ostilità nel settembre 1939, la Bretagne si trovava a Tolone con le sue gemelle. Non essendoci una minaccia immediata dall’ancora neutrale Italia, le tre navi vennero impiegate per scortare convogli di truppe tra la Francia e il Nordafrica fino all’inizio di ottobre.
In dicembre, la Bretagne e la Provence, insieme ad alcune unità leggere, furono inviate a Dakar per dare la caccia a violatori di blocco e incrociatori ausiliari tedeschi, senza successo. Rientrate in Mediterraneo, la Bretagne andò in cantiere per una revisione completa protrattasi fino al marzo 1940.
In aprile la nave trasportò, insieme all’incrociatore pesante Algérie, decine di casse d’oro della Banca di Francia fino ad Halifax in Canada, per metterle al sicuro. Durante il viaggio di ritorno, le due unità scortarono un carico di 82 aerei americani. Poi la Bretagne si trasferì a Orano, Algeri e infine Alessandria d’Egitto, sempre insieme alle gemelle.
Gli ultimi movimenti
Con l’approssimarsi dell’entrata in guerra dell’Italia, il comando navale alleato decise di concentrare le forze nel Mediterraneo occidentale. La Bretagne e la Provence lasciarono quindi Alessandria il 20 maggio per Biserta, dove giunsero tre giorni dopo. Su ordine dell’ammiraglio Darlan, proseguirono per Mers-el-Kébir in Algeria, base principale della flotta francese, per costituire un deterrente contro Mussolini.
Fu lì che le sorprese la resa della Francia il 22 giugno 1940. Secondo i termini dell’armistizio, la flotta francese avrebbe dovuto essere disarmata sotto la supervisione italo-tedesca. Ma il comando britannico, timoroso che le navi potessero cadere in mano all’Asse, decise di neutralizzarle con ogni mezzo.
L’affondamento a Mers-el-Kébir
Il 3 luglio 1940 una squadra navale britannica al comando del viceammiraglio Somerville si presentò davanti a Mers-el-Kébir. Ai francesi venne data la scelta tra unirsi agli Alleati per continuare la lotta, autoaffondarsi, farsi internare o essere distrutti. Al rifiuto transalpino, le navi di Sua Maestà aprirono il fuoco.
Poco prima delle 17:00, la Bretagne venne centrata quasi simultaneamente da due proiettili da 381 mm, probabilmente provenienti dalle corazzate britanniche Hood, Resolution e Valiant. Il primo la colpì vicino alla torre numero 4, provocando una grande esplosione che inviò fiamme alte fino alla cima dell’albero e aprì uno squarcio nello scafo. Il secondo cadde nella sala macchine centrale, uccidendo sul colpo tutti i presenti tranne uno e mettendo fuori uso l’impianto elettrico e le comunicazioni interne.
Sette minuti dopo, altre due granate da 381 mm fecero breccia nella corazzata francese. Una detonò nei pressi della torre 3, innescando le cariche di pronto impiego dei cannoni antiaerei. Alle 17:09 una enorme deflagrazione scosse la Bretagne, che si rovesciò e capovolse. Morirono 36 ufficiali e 976 sottufficiali e marinai. Solo una manciata di uomini riuscì a mettersi in salvo.
Il relitto della corazzata venne ispezionato nel 1942 per un possibile recupero, ma l’esplosione di una sacca di gas ferì gravemente un palombaro, facendo desistere dall’impresa. Solo nel 1952 i rottami vennero riportati a galla per essere demoliti, lavori che si conclusero nel dicembre 1954. Finiva così, nel modo più tragico, la storia della prima e più longeva corazzata monocalibro della Marina francese.
Informazioni aggiuntive
- Nazione: Francia
- Tipo nave: Corazzata
- Classe:Bretagne
- Cantiere:
Arsenale di Brest
- Data impostazione: 22/07/1912
- Data Varo: 21/04/1913
- Data entrata in servizio: 10/02/1916
- Lunghezza m.: 166
- Larghezza m.: 27
- Immersione m.: 9.1
- Dislocamento t.: 26.200
- Apparato motore:
24 caldaie Niclausse e 4 turbine Parsons a presa diretta; 4 eliche
- Potenza cav.: 29.000
- Velocità nodi: 21
- Autonomia miglia: 4.700
- Armamento:
10 cannoni Mle 1912 da 340 mm, 22 cannoni Mle 1910 da 138 mm, 4 cannoni Mle 1902 da 47 mm, 4 tubi lanciasiluro, 30 mine navali
- Corazzatura:
cintura: 180-270 mm, ponte interno: 40-48 mm, ponte di coperta: 40-70 mm, barbette: 248-270 mm, torri: massimo di 400 mm (fronte), minimo di 72 mm (tetto), torre di comando: 300 mm
- Equipaggio: 1133
- Bibliografia – Riferimenti:
- Jane’s Fighting Ships of World War II, Crescent Books ISBN: 0517679639
- World War 2 Database
- uboat.net