Il Type 95 Ha-Go (in giapponese 九五式軽戦車 ハ号 Kyūgo-shiki kei-sensha Ha-Gō) fu un carro armato leggero impiegato dall’Impero giapponese durante la seconda guerra sino-giapponese, negli scontri di confine con l’Unione Sovietica del 1939 e su tutti i fronti del Pacifico e del sudest asiatico durante la seconda guerra mondiale. Progettato nei primi anni ’30 come veloce mezzo per il supporto della fanteria e la ricognizione, divenne il carro più numeroso dell’Esercito imperiale nipponico, con oltre 2.300 esemplari prodotti. Nonostante un buon equilibrio di caratteristiche all’entrata in servizio, divenne progressivamente obsoleto nel corso del conflitto di fronte ai sempre più potenti mezzi corazzati alleati.
Sviluppo
L’origine del Type 95 risale ai primi anni ’30 quando l’Esercito imperiale giapponese, sperimentando le prime unità meccanizzate, si rese conto che il carro medio Type 89 era troppo lento per tenere il passo con la fanteria motorizzata, capace di muoversi a 40 km/h su autocarri. Per risolvere il problema, nel 1933 Tomio Hara dell’Ufficio Tecnico dell’Esercito propose un nuovo carro leggero, veloce e ben armato, e ne avviò lo sviluppo.
Il primo prototipo fu completato nel giugno 1934 presso l’arsenale di Sagami. Inizialmente troppo pesante (7,5 t), fu alleggerito a 6,5 t e modificato in base alle prove condotte in Manciuria nell’inverno 1934-35 per valutarne l’impiego come carro di supporto fanteria. Nonostante le perplessità della fanteria sulla corazzatura troppo leggera, un secondo prototipo migliorato fu approvato nel novembre 1935 grazie all’apprezzamento della cavalleria per velocità e potenza di fuoco.
Designato “Type 95” dall’anno di adozione (2595 nel calendario imperiale, 1935 in quello gregoriano), il carro ricevette dalla Mitsubishi il soprannome “Ha-Go” (terzo modello). La produzione, iniziata nel 1936, divenne massiccia dal 1938 coinvolgendo, oltre all’arsenale di Sagami, anche Niigata Tekkoshō, Dowa Jidōsha, Kokubo Kikai e Mitsubishi. Il totale prodotto fino al 1943 fu di circa 2.300 esemplari, rendendolo il carro armato giapponese più numeroso della guerra.
Caratteristiche tecniche
Il Type 95 aveva un profilo compatto, con uno scafo stretto e una torretta piccola ma alta. L’equipaggio era di 3 uomini: pilota, mitragliere e capocarro, che occupava da solo la torretta brandeggiabile manualmente. Questa soluzione, dettata dalla necessità di ridurre peso e ingombri, oberava il comandante di troppi compiti ma fu mantenuta su tutta la produzione.
L’armamento principale era un cannone Type 94 da 37 mm lungo 46,1 calibri (L/46,1), derivato da un pezzo contraereo. Aveva un alzo da -15° a +20°, un limitato brandeggio indipendente di 20° e una discreta velocità iniziale di 580 m/s con i proiettili perforanti, capaci di penetrare 36 mm di corazza inclinata a 30° da 275 metri. Non era previsto un proiettile ad alto esplosivo. L’armamento secondario comprendeva inizialmente due mitragliatrici Type 91 da 6,5 mm, una coassiale e una in casamatta frontale, sostituite dal 1937 con più efficaci Type 97 da 7,7 mm. La dotazione di munizioni era di 103 colpi per il cannone e 3.300 per le mitragliatrici.
La corazzatura era costituita da piastre in acciaio dolce imbullonate e saldate, spesse da 6 a 16 mm, con inclinazione minima tranne che sul frontale. Anche se ben realizzata, offriva una protezione adeguata solo contro schegge e armi leggere, non contro cannoni anticarro anche di piccolo calibro.
Il treno di rotolamento era la parte più caratteristica del Type 95. Progettato da Tomio Hara, aveva una configurazione a bracci oscillanti longitudinali a forbice (sistemi bell crank) che divenne lo standard dei carri giapponesi successivi. Ogni braccio portava una coppia di ruote portanti accoppiate (quattro in totale), con sospensione a molloni elicoidali esterni. Completavano il treno le ruote motrici anteriori, quelle di rinvio posteriori e 2 rulli reggicingolo superiori. Il sistema dava un’ottima mobilità ma tendeva a sobbalzare su terreni molto sconnessi, tanto che fu irrigidito con un tirante trasversale tra i bracci oscillanti.
Il motore era un Mitsubishi NVD 6120 diesel, 6 cilindri in linea raffreddati ad aria, erogante 120 CV a 1800 giri/min. Con una cilindrata di 6,88 litri, era posizionato nel vano posteriore ed era servito da serbatoi per 164 litri di gasolio, che garantivano un’autonomia di 250 km su strada. Era collegato a un cambio con 4 marce avanti e una indietro e permetteva una velocità massima di 45 km/h, ottima per l’epoca e il tipo di mezzo.
Il pilota guidava mediante due leve direzionali, coadiuvate da frizione e freno. Alcuni mezzi avevano due fari anteriori per la guida notturna. Altre dotazioni comprendevano una radio Type 94 Mk 4 Otsu e un sistema interno di protezione in amianto per isolare l’equipaggio dalle alte temperature.
Nel complesso il Type 95 all’entrata in servizio era un buon progetto di carro leggero, ben equilibrato per l’epoca. Poteva vantare un’elevata mobilità, un armamento rispettabile e un basso profilo, ma pagava in termini di protezione, abitabilità interna e sovraccarico del capocarro. Queste caratteristiche ne fecero comunque un mezzo apprezzato e temuto nelle prime fasi della guerra.
Impiego operativo
In Cina (1937-1945)
I Type 95 formarono la spina dorsale delle forze corazzate giapponesi impiegate nella seconda guerra sino-giapponese dal 1937. Aggregati alle divisioni di fanteria in compagnie e plotoni, si rivelarono subito mezzi preziosi per il supporto ravvicinato delle truppe, la ricognizione e le incursioni nelle retrovie nemiche.
Contro un avversario privo di mezzi corazzati moderni e con scarse armi anticarro, i Type 95 dominarono i campi di battaglia, dimostrando velocità, autonomia e potenza di fuoco adeguate. Ebbero un ruolo decisivo nelle vittorie di Shanghai e Nanchino nel 1937 e nelle campagne successive fino al 1939.
Nonostante l’intenso impiego e le perdite, i Type 95 rimasero i carri più numerosi in Cina anche dopo il 1941, quando il fronte del Pacifico assorbì gran parte delle forniture. Nel 1944-45, ormai logori e con scarse parti di ricambio, continuarono a operare contro l’Esercito nazionalista e comunista cinese, subendo perdite più per usura che in combattimento. Molti mezzi furono abbandonati alla resa e riutilizzati dalle forze di Mao Zedong e Chiang Kai-shek.
Unione Sovietica (1939)
Nell’estate del 1939, due reggimenti corazzati giapponesi con 73 Type 95 e 38 Type 89 si scontrarono con le forze corazzate sovietiche lungo il confine tra Manciuria e Mongolia, presso il fiume Khalkin Gol. Convinti di affrontare un nemico in ritirata, i giapponesi attaccarono ma furono sorpresi dalla dura reazione dei carri sovietici BT-5 e BT-7, tecnicamente simili ma più grandi, meglio armati e protetti.
Negli scontri ravvicinati, i cannoni da 45 mm dei carri sovietici si dimostrarono nettamente superiori a quelli dei Type 95, capaci di perforarne la corazzatura frontale già a 1000 metri mentre i giapponesi dovevano avvicinarsi a meno di 500 metri. Molto vulnerabili si rivelarono anche i serbatoi di benzina dei BT, spesso incendiati da colpi a distanza ravvicinata o da bottiglie molotov.
La battaglia terminò con la sconfitta nipponica ma fu ricca di insegnamenti. I giapponesi colsero i limiti dei Type 95 in termini di corazzatura e potenza di fuoco, pur apprezzandone maneggevolezza e mobilità. Inoltre appresero l’importanza del tiro a distanza e del coordinamento di carri, fanteria e artiglieria. Lezioni che applicarono con successo nelle successive campagne del Pacifico.
Malesia e Singapore (1941-42)
L’8 dicembre 1941, poche ore dopo Pearl Harbor, l’avanguardia della 3ª Divisione corazzata giapponese, formata da 80 Type 95 del 1º Reggimento, sbarcò nella Malesia Thailandese, puntando verso sud per conquistare Singapore. Seguivano i Type 97 del 6º Reggimento.
Contro ogni previsione, i carri giapponesi avanzarono rapidamente nella giungla, appoggiando con successo la fanteria e aggirando le difese britanniche sulla costa orientale. Le pessime strade, i numerosi corsi d’acqua e il terreno insidioso rallentarono ma non fermarono i Type 95. I rari scontri con i carri leggeri britannici si risolsero a favore dei giapponesi grazie al cannone più potente e all’addestramento degli equipaggi.
Dopo aver respinto un contrattacco corazzato britannico a Slim River il 7 gennaio 1942, i Type 95 dilagarono fino all’istmo di Johor e a metà febbraio raggiunsero Singapore, contribuendo alla resa della guarnigione. Le perdite furono minime e i danni dovuti più all’usura che al nemico. La campagna di Malesia fu il battesimo del fuoco più brillante per i carri giapponesi e dimostrò che i Type 95 erano pienamente efficaci anche in territori considerati inadatti alle operazioni corazzate.
Filippine (1941-42)
L’8 dicembre 1941 i Type 95 parteciparono anche all’invasione delle Filippine, sbarcando con la 14ª Armata a Luzon. Aggregati alla 4ª e 48ª Divisione fanteria, affrontarono per la prima volta i carri americani in una serie di scontri culminati nella battaglia di Bataan.
Il 22 dicembre, durante la ritirata americana, i Type 95 del 4º Reggimento tesero un’imboscata a un plotone di 5 nuovi carri leggeri M3 Stuart. Nello scontro a distanza ravvicinata, un M3 fu distrutto e gli altri danneggiati, segnando la prima vittoria di carri giapponesi su quelli americani.
Nelle settimane seguenti i Type 95 continuarono a tallonare gli americani e i filippini in ritirata, spesso in azioni congiunte con la fanteria. L’8 aprile 1942 ebbero un ruolo chiave nell’attacco finale che portò alla resa di Bataan. Anche se gli M3 Stuart si dimostrarono leggermente superiori in corazzatura e stabilità di tiro, i Type 95 compensarono con aggressività tattica e supporto di fanteria e artiglieria.
Dopo la caduta di Bataan, alcuni Type 95 furono trasferiti a Mindanao e Cebu, le ultime isole ancora in mano americana. Nei mesi finali della campagna diedero ancora buona prova, subendo poche perdite contro una resistenza ormai al collasso. Le Filippine confermarono l’utilità dei Type 95 come carri leggeri multiruolo, efficaci nel supporto ravvicinato anche contro mezzi equivalenti.
Aleutine e Guadalcanal (1942-43)
Nel giugno 1942 una compagnia di 12 Type 95 partecipò all’occupazione delle isole Attu e Kiska nelle Aleutine. Si trattò dell’unico sbarco di carri giapponesi sul suolo americano. Assegnati alle forze anfibie della Marina imperiale, rimasero sulle isole come deterrente fino all’agosto 1943, quando furono abbandonati durante l’evacuazione della guarnigione. Due esemplari catturati intatti furono portati negli USA per essere studiati.
Nell’agosto 1942 due Type 95 furono inviati a Guadalcanal per contrastare lo sbarco dei marines ma, impiegati male su un terreno inadatto, furono entrambi messi fuori uso. Anche negli scontri successivi sull’isola, conclusi nel febbraio 1943 con la vittoria USA, i rari Type 95 usati si dimostrarono poco efficaci contro i carri M3 e M5 americani, restando spesso impantanati o incendiati. Le Aleutine e Guadalcanal evidenziarono i limiti dei Type 95 in condizioni ambientali proibitive e contro una resistenza meglio equipaggiata.
Nuova Guinea e Salomone (1942-44)
Dal 1942 al 1944, i Type 95 furono impiegati in piccoli numeri negli aspri combattimenti in Nuova Guinea e nelle Salomone. A Buna, Gona, Lae, Salamaua affrontarono per la prima volta i carri M3 Stuart australiani, spesso su un terreno flagellato dal monsone che ostacolava le manovre.
Nonostante alcuni successi iniziali, come a Milne Bay nell’agosto 1942, i Type 95 andarono incontro a crescenti difficoltà. La corazzatura sottile e l’armamento modesto li rendevano vulnerabili ai cannoni da 37 mm e alle tattiche aggressive degli australiani. Le perdite per agguati e guasti crebbero costantemente, decimando i già scarsi mezzi.
Con l’arrivo degli M4 Sherman nel 1943, la situazione dei Type 95 divenne critica. Cannone e corazzatura erano del tutto inadeguati contro i nuovi carri alleati e anche la mobilità fu ridotta dal logoramento. Alla fine del 1943, i pochi Type 95 ancora operativi in Nuova Guinea furono ritirati o relegati a compiti secondari.
Cina-Birmania-India (1942-45)
Nel 1942 l’Esercito imperiale giapponese invase la Birmania per tagliare le vie di rifornimento alla Cina e minacciare l’India britannica. I Type 95 del 14º Reggimento carri guidarono l’offensiva che in breve conquistò Rangoon e gran parte della Birmania centrale fino al confine indiano. Ancora una volta i carri leggeri si dimostrarono efficaci nel supportare la fanteria e sfruttare le falle nelle deboli difese britanniche, equipaggiate con mezzi obsoleti.
Tuttavia le sorti iniziarono a cambiare nel 1943 quando i britannici schierarono i primi carri medi M3 Grant, la cui corazzatura più spessa e i cannoni ad alta velocità da 75 mm surclassavano i Type 95. Negli scontri a Imphal e Kohima nel 1944 i carri nipponici subirono perdite pesanti e non riuscirono a sfondare le linee anglo-indiane. Con l’arrivo degli Sherman la situazione peggiorò ulteriormente e il 14º Reggimento fu ridotto a un ruolo difensivo, logorando i restanti Type 95 in vani contrattacchi e azioni di retroguardia fino alla resa del 1945.
Nel frattempo in Cina i Type 95 continuarono a operare in modo intermittente contro nazionalisti e comunisti, ottenendo ancora qualche successo locale grazie alla debolezza degli avversari. Tuttavia la scarsità di rifornimenti e ricambi compromise sempre di più l’efficienza dei carri, tanto che nell’estate 1945 l’intera 3ª Divisione corazzata fu distrutta dai cinesi durante l’offensiva finale, perdendo gran parte dei suoi Type 95 per usura o cattura.
Isole del Pacifico centrale (1943-45)
Con l’inizio della grande controffensiva americana nel Pacifico centrale nella seconda metà del 1943, i Type 95 tornarono in prima linea ma con esiti disastrosi. A Tarawa nel novembre 1943, sette Type 95 sbarcati per contrastare l’assalto dei marines furono tutti distrutti dall’artiglieria e dai carri anfibi.
Negli sbarchi successivi a Kwajalein, Saipan, Guam, Peleliu e Iwo Jima, piccoli gruppi di Type 95 tentarono invano di fermare la valanga di mezzi americani. Cannoni, razzi e bombe sfondarono facilmente le sottili corazzature dei carri giapponesi, spesso impiegati in cariche suicide o come postazioni fisse. Le perdite furono altissime: 44 carri (per lo più Type 95) a Saipan, 29 a Guam, 20 a Peleliu…
A Okinawa nell’aprile 1945, l’ultima disperata carica di 27 carri nipponici (13 Type 95 e 14 Type 97) contro 800 carri americani si concluse in un massacro, dimostrando impietosamente il divario tecnico ormai raggiunto. Alla fine della guerra, tutti i Type 95 inviati a difendere le isole del Pacifico erano stati distrutti senza mai costituire una reale minaccia per gli invasori.
Manciuria e Curili (1945)
Un ultimo impiego limitato dei Type 95 si ebbe durante l’invasione sovietica della Manciuria nell’agosto 1945. Alcune brigate corazzate nipponiche con questi mezzi erano schierate a difesa del territorio, ma la rapida avanzata delle ingenti forze sovietiche e la fulminea resa del Giappone impedirono scontri significativi.
L’unica azione degna di nota si verificò durante l’occupazione sovietica delle isole Curili, quando una dozzina di Type 95 fu inviata insieme ad altri carri a contrastare lo sbarco sull’isola di Shumshu. Nonostante l’accanita resistenza, furono tutti distrutti dal fuoco dei cannoni anticarro e della fanteria, ponendo fine all’impiego operativo del carro.
Esemplari superstiti
Oggi sopravvivono una decina di Type 95 conservati in musei in Giappone, Russia, Cina, USA, Australia e Brasile. Alcuni sono esemplari catturati durante il conflitto, altri recuperati da relitti. La maggior parte non è in condizioni operative ma rappresentano importanti testimonianze storiche e tecniche del più diffuso carro armato giapponese della seconda guerra mondiale.
By Mike1979 Russia – Own work, CC BY-SA 4.0
Bilancio
Il Type 95 Ha-Go fu il carro leggero più prodotto ed impiegato dall’Esercito imperiale giapponese nel periodo 1935-1945. Progettato per il supporto della fanteria e la ricognizione, si distingueva per mobilità, maneggevolezza e sufficiente potenza di fuoco. Negli anni ’30 era considerato uno dei migliori mezzi della sua categoria.
Durante le campagne in Cina, Malesia e Filippine del 1937-1942, si dimostrò un’arma efficace contro avversari poco equipaggiati, contribuendo in modo decisivo alle vittorie nipponiche. Tuttavia, già negli scontri contro i carri sovietici del 1939 emersero i limiti di corazzatura e armamento rispetto ai mezzi coevi.
Con il procedere del conflitto e l’entrata in scena di carri alleati sempre più potenti e meglio protetti, il Type 95 divenne progressivamente obsoleto e vulnerabile. Cannone e corazzatura risultarono insufficienti, la velocità e l’affidabilità calarono per usura e mancanza di ricambi. Già nel 1943 era evidente la sua inadeguatezza di fronte agli Sherman o ai T-34.
Ciò nonostante, grazie alla produzione massiccia e alla mancanza di sostituti, il Type 95 rimase il principale carro giapponese per tutta la guerra. Subendo perdite sempre più pesanti, partecipò a tutti i maggiori scontri dal Pacifico centrale alla Birmania, spesso sacrificato in attacchi suicidi contro mezzi nettamente superiori.
Il Type 95 incarna così pregi e difetti della progettazione corazzata nipponica. Pur dotato di caratteristiche innovative per l’epoca come la mobilità e il profilo abbassato, non ricevette aggiornamenti tempestivi e fu prodotto troppo a lungo senza sostanziali migliorie. Pagò anche il ridotto budget e la priorità assegnata alla Marina imperiale rispetto all’Esercito.
In definitiva, il Type 95 si rivelò un mezzo adeguato nella prima fase del conflitto ma divenne rapidamente inferiore sotto ogni aspetto ai carri alleati. La sua storia riflette l’iniziale vantaggio tecnologico giapponese, eroso e superato in pochi anni dallo sforzo bellico americano e sovietico. Resta comunque un importante simbolo della guerra corazzata nipponica e un oggetto di studio per gli appassionati di storia militare.
Varianti del Type 95 Ha-Go
- Type 95 Ha-Go (prima serie): Questa versione iniziale si distingueva dal modello principale per l’armamento meno potente, costituito da un cannone Type 94 da 37 mm con canna accorciata (L/36,7) e due mitragliatrici Type 91 da 6,5 mm. Anche il motore era meno prestante, un Mitsubishi da 110 CV che limitava la velocità massima a 40 km/h. Prodotta in meno di 100 unità fino al 1937, fu impiegata principalmente in Manciuria e Cina.
- Type 95 Ha-Go (versione Hokuman): Sviluppata appositamente per l’impiego nelle steppe mancesi, questa variante presentava una disposizione invertita di sospensioni e ruote, con l’aggiunta di piccoli rulli sull’asse oscillante per evitare che l’erba alta si impigliasse nel treno di rotolamento. Soprannominata informalmente “modello mancese”, partecipò agli scontri di confine contro i sovietici a Khalkhin Gol nel 1939.
- Type 95 Ha-Go (serie successiva): Oltre a migliorie al motore e al cannone, questa versione di serie introdusse due mitragliatrici Type 97 da 7,7 mm in sostituzione delle Type 91, una montata nella parte posteriore della torretta e una nello scafo frontale.
- Type 95 Ri-Ki: Versione specializzata per il genio militare, dotata di una gru da 3 tonnellate e 4,5 metri di braccio montata sul retro dello scafo per movimentare carichi e materiali.
- Type 95 So-Ki: Variante carro armato ferroviario realizzata su richiesta dell’Armata del Kwantung per pattugliare e proteggere le linee ferroviarie a scartamento ridotto in Manciuria. Era equipaggiata con un sistema di ruote retrattili per poter operare sui binari. Tra il 1935 e il 1943 ne furono prodotti da 121 a 138 esemplari, che operarono in Cina e Birmania.
- Type 2 Ka-Mi: Primo carro armato anfibio giapponese, basato sullo scafo del Type 95 Ha-Go con l’aggiunta di galleggianti staccabili per il movimento in acqua. Era destinato alle forze da sbarco speciali della Marina imperiale. Armato con lo stesso cannone da 37 mm, fu impiegato per la prima volta a Guadalcanal nel 1942 e poi nelle isole Marshall, Marianne e Filippine. Ne furono completati solo 182-184 esemplari tra il 1942 e il 1944.
- Type 3 Ke-Ri: Prototipo rimasto allo stadio sperimentale, prevedeva l’installazione di un cannone Type 97 da 57 mm in una torretta modificata. Nonostante il peso contenuto in 7,4 tonnellate, gli interni risultarono troppo angusti per l’equipaggio una volta montato l’armamento. Solo pochi esemplari furono realizzati e provati.
- Type 4 Ke-Nu: Unica conversione significativa del Type 95 prodotta, consisteva nella sostituzione della torretta originale con quella del carro medio Type 97 Chi-Ha, armata del cannone a bassa velocità da 57 mm. Si stima che circa 100 esemplari siano stati convertiti verso la fine della guerra per sopperire alla mancanza di mezzi più moderni.
- Type 4 Ho-To: Semovente d’artiglieria sperimentale su scafo modificato del Type 95. Montava un obice Type 38 da 120 mm in una casamatta aperta con corazzatura frontale e laterale. Fu completato un solo prototipo.
- Type 5 Ho-Ru: Cacciacarri leggero simile allo Hetzer tedesco, armato però con il meno potente cannone Type 1 da 47 mm in casamatta. Utilizzava il telaio del Type 95 con sospensioni allargate per cingoli da 350 mm di larghezzai. Lo sviluppo iniziò nel febbraio 1945 ma un solo prototipo fu ultimato prima della fine del conflitto.
Informazioni aggiuntive
- Nome e tipo: Type 95 Ha-Gō
- Anno: 1932
- Produzione: 2300
- Motore:
Mitsubishi diesel NVD 6120 a 6 cilindri, raffreddato ad aria
- Potenza motore (hp): 120
- Lunghezza m.: 4.38
- Larghezza m.: 2.057
- Altezza m.: 2.184
- Peso t.: 7.4
- Velocità su strada Km/h: 45
- Autonomia Km.: 250
- Armamento:
1 cannone 37 mm Type 97, 2 mitragliatrici Type 97 da 7,7 mm Arisaka
- Corazzatura max mm.: 12
- Equipaggio: 3
- Bibliografia – Riferimenti:
- Bruno Benvenuti, Fulvio Miglia: Guida ai carri armati ISBN 8804177799
- History of War
- Military Factory
- Australian War Memorial
- Taki Homepage