Lo Yak 4 non ebbe una vasta diffusione nelle forze aeree sovietiche, un po’ perchè era troppo vulnerabile per essere impiegato nell’attacco al suolo, compito cui era stato originariamente destinato, un po’ perchè i russi avevano a disposizione per questo ruolo l’aereo migliore della guerra: l’Ilyushin Il-2.
Gli esemplari prodotti dopo un breve impiego operativo vennero ritirati ed impiegati nella ricognizione ad alta quota.
Lo Yakovlev Yak-4 fu un bombardiere leggero bimotore sviluppato in Unione Sovietica nei primi anni ’40 dall’OKB 115 diretto da Aleksandr Sergeevič Jakovlev. Derivato direttamente dal precedente Yak-2, entrò in servizio nei reparti della Voenno-vozdušnye sily (VVS), l’aeronautica militare sovietica, poco prima dell’invasione tedesca del giugno 1941, partecipando alle disperate battaglie aeree dei primi mesi di guerra.
Nonostante alcune buone caratteristiche come la velocità e la manovrabilità, lo Yak-4 non ebbe una carriera operativa particolarmente brillante, principalmente a causa della limitata capacità di carico bellico e dell’inaffidabilità dei motori. Venne costruito in un numero di esemplari relativamente modesto e gradualmente ritirato dalla prima linea entro la fine del 1941. Rappresenta comunque un interessante tentativo dei progettisti sovietici di realizzare un bombardiere tattico leggero e veloce per il supporto ravvicinato alle forze di terra.
Sviluppo e tecnica
Le origini dello Yak-4 risalgono all’estate del 1940, quando l’ufficio di progettazione di Jakovlev decise di sviluppare una versione migliorata del bombardiere leggero Yak-2, all’epoca ancora in fase di messa a punto. La principale innovazione consisteva nella sostituzione dei motori originari, i Klimov M-103, con i più potenti Klimov M-105 da 1.050 CV.
Oltre al cambio dei propulsori, i progettisti intervennero su numerosi altri aspetti del velivolo per cercare di risolvere i problemi emersi durante lo sviluppo dello Yak-2. L’ala venne ridisegnata e dotata di serbatoi di carburante supplementari, mentre il carrello d’atterraggio principale passò a una configurazione a ruote gemelle per meglio sopportare il peso della bomba. Anche la cabina di pilotaggio venne rivista, migliorando la visibilità verso il basso.
Dal punto di vista costruttivo, lo Yak-4 manteneva l’impostazione mista del predecessore, con la fusoliera realizzata parte in legno e parte in tubi metallici. Le ali erano in legno con rivestimento in compensato, mentre le derive erano metalliche. Il carrello era di tipo triciclo posteriore, con le gambe principali che si ritraevano all’indietro nelle gondole motore.
L’armamento offensivo consisteva in un vano bombe ventrale capace di alloggiare 400 kg di ordigni, più due bombe da 100 kg trasportabili su attacchi subalari, portando a 600 kg il carico bellico massimo trasportabile. Successive modifiche alle rastrelliere permisero di portare bombe fino a 250 kg, per un massimo teorico di 900 kg. Per la difesa a distanza ravvicinata erano installate due mitragliatrici ShKAS da 7,62 mm, una fissa in caccia e una brandeggiabile dal navigatore.
Nonostante i vari miglioramenti apportati, lo Yak-4 si confermò un velivolo piuttosto impegnativo da pilotare, specialmente a pieno carico, a causa della tendenza all’instabilità e al surriscaldamento dei motori. Ciononostante, nell’autunno del 1940 venne avviato alla produzione in serie, con i primi esemplari che uscirono dalle fabbriche nel novembre di quell’anno, sostituendo sulle linee di montaggio lo Yak-2.
Impiego operativo
I primi Yak-4 raggiunsero i reparti della VVS nella tarda primavera del 1941, pochissimo tempo prima dell’inizio dell’Operazione Barbarossa, la massiccia invasione tedesca dell’URSS. Il 22 giugno 1941, data dell’attacco, risultavano in servizio 24 esemplari nei ranghi del 314º e 316º Reggimento da ricognizione e del 136º Reggimento da bombardamento, tutti schierati nel distretto militare di Kiev.
Fin dall’inizio delle ostilità gli Yak-4 vennero impiegati intensamente in missioni di ricognizione a lungo raggio, sfruttando la loro velocità superiore rispetto agli altri ricognitori sovietici. In diverse occasioni dimostrarono di poter sfuggire all’intercettazione da parte dei caccia tedeschi Messerschmitt Bf 109E grazie alle prestazioni dei motori M-105. Tuttavia la rapida avanzata della Wehrmacht e l’arretramento delle linee del fronte verso est causarono pesanti perdite.
Dopo aver effettuato 127 sortite nei primi dieci giorni di guerra, al 30 giugno 1941 restavano probabilmente in servizio non più di 7-8 Yak-4 efficienti. Gli aerei superstiti continuarono a operare come ricognitori e bombardieri leggeri nei mesi successivi, subendo un lento ma costante logoramento. Alla fine di settembre 1941, dei circa 100 esemplari costruiti ne restavano in linea non più di 24, dispersi tra il 10º, 44º, 48º Reggimento bombardieri a medio raggio e il 53º Stormo bombardieri a corto raggio.
Un impiego particolare degli Yak-4 si ebbe nelle file del 3º Corpo aereo da bombardamento a lungo raggio (DBAK-3), reparto d’élite della VVS specializzato in incursioni notturne nelle retrovie nemiche. Nell’estate 1941 i bimotori di Jakovlev parteciparono infatti, insieme ai più grandi Ilyushin DB-3, a un ardito raid contro un ponte tedesco sul fiume Beresina, dimostrandosi macchine veloci e sguscianti.
Nonostante queste piccole soddisfazioni, era chiaro che lo Yak-4 non aveva le caratteristiche per essere un vero bombardiere, nemmeno tattico. Il limitato carico bellico e la fragilità della struttura mista non gli consentivano di competere con i più grandi e capaci Petlyakov Pe-2 o Tupolev SB, mentre la complessità dei motori M-105 si traduceva in bassa affidabilità e lunghezza della manutenzione.
Nell’autunno del 1941, con la prima controffensiva sovietica alle porte di Mosca, i pochi Yak-4 ancora efficienti vennero progressivamente ritirati dalla prima linea e assegnati a reparti di addestramento o altri compiti secondari. Qualche esemplare sopravvisse molto a lungo, almeno fino al 1944 se non oltre, ma si trattò di casi isolati. Con tutta probabilità gli ultimi Yak-4 operativi furono quelli del 136º Reggimento bombardieri, unit specializzata nella ricognizione strategica sul Mar Nero.
Conclusioni
Lo Yakovlev Yak-4 fu un aereo dalla carriera breve e non particolarmente fortunata. Pur vantando alcune indubbie qualità come la velocità e l’agilità, non riuscì a imporsi come bombardiere tattico a causa del ridotto carico bellico, della fragilità strutturale e dell’inaffidabilità dei motori. Venne costruito in un numero di esemplari piuttosto limitato, forse un centinaio, e impiegato brevemente nei primi mesi dell’Operazione Barbarossa, per poi essere rapidamente superato da modelli più grandi e capaci.
Ciononostante, lo Yak-4 testimonia gli sforzi compiuti dall’industria e dai progettisti sovietici per dotare la VVS di un bombardiere leggero moderno alla vigilia della guerra. Pur con tutti i suoi difetti, rappresentò una preziosa fonte di esperienza per Aleksandr Jakovlev e il suo OKB, che avrebbe dato frutti migliori negli anni successivi con i caccia Yak-1 e Yak-9. Ancora oggi pochi esemplari sopravvivono nei musei di Russia e Ucraina per ricordare questo piccolo ma coraggioso bimotore degli anni ’40.
Principali varianti dello Yakovlev Yak-4
- Ya-22: prototipo
- BB-22: prima denominazione ufficiale del velivolo originale, la sigla indica Bližnij Bombardirovŝik ovvero bombardiere a corto raggio; ne vennero costruiti circa 111 esemplari
- Yak-2: denominazione definitiva ufficiale utilizzata a partire dall’inverno 1940 quando l’Unione Sovietica iniziò ad usare nella denominazione degli aerei il cognome del responsabile del progetto
- Yak-2KABB: prototipo di aereo da attacco al suolo dotato di un nuovo sistema di armamento; nonostante i risultati positivi conseguiti nel corso dei collaudi il progetto non ebbe seguito
- BPB-22: progetto per bombardiere in picchiata a corto raggio, rimasto allo stadio di prototipo
- R-12: variante da ricognizione, ne fu costruito un solo prototipo e il progetto non ebbe seguito
- I-29 o BB-22IS o BB-22DIS: versione progettata per la caccia a lungo raggio
- Yak-4: variante da bombardamento leggero derivata dalla BB-22 e a volte denominata anche BB-22bis, dotata di motori Klimov M-105 invece dei Klimov M-103 della versione precedente. Le modifiche riguardarono anche le ali, la disposizione dei serbatoi, la struttura del carrello di atterraggio e la cabina di pilotaggio. Ne furono costruiti circa 90 esemplari
Informazioni aggiuntive
- Nazione: URSS
- Modello: Yakovlev Yak-4
- Costruttore: Industrie di Stato
- Tipo: BombardamentoRicognizione
- Motore:
2 Klimov M.105R a 12 cilindri a V, raffreddati a liquido, da 1.100 HP ciascuno.
- Anno: 1941
- Apertura alare m.: 13.99
- Lunghezza m.: 10.16
- Altezza m.:
- Peso al decollo Kg.: 5.200
- Velocità massima Km/h: 566 a 4.800 m.
- Quota massima operativa m.: 11.900
- Autonomia Km: 1.600
- Armamento difensivo:
3 mitragliatrici
- Equipaggio: 2
- Bibliografia – Riferimenti:
- Enzo Angelucci – Paolo Matricardi: Guida agli aeroplani di tutto il mondo: la Seconda Guerra Mondiale (Mondadori) ISBN: 978-8804313823.
- Bill Gunston: The Osprey Encyclopedia of Russian Aircraft 1875–1995. Osprey, 1995. ISBN 1-85532-405-9.
- Aviastar
- Warbirds Resource Group