Questo valido bimotore rimase in servizio per tutta la durata della guerra e fu prodotto complessivamente in circa 5000 esemplari. Subito dopo l’invasione tedesca la produzione subì una brusca interruzione proprio nel momento più critico perchè le fabbriche dovevano essere trasferite in zone sicure e per la momentanea carenza di materiali strategici, in particolare le leghe leggere.
I progettisti lavorarono per risparmiare al massimo l’impiego di alluminio e vennero introdotte componenti in legno per economizzare sui costi di costruzione. La produzione riprese soltanto un anno più tardi per terminare nel 1944.
L’Il-4 venne prodotto anche in versione silurante per la marina sovietica.
L’Ilyushin Il-4 è un bimotore monoplano ad ala bassa, carrello retrattile e motori raffreddati ad aria.
L’Ilyushin Il-4 rappresentò la spina dorsale della forza di bombardamento strategico sovietica durante la Seconda Guerra Mondiale. Questo bimotore, evoluzione del precedente DB-3, nacque da un profondo lavoro di riprogettazione condotto personalmente da Sergej Vladimirovič Il’jušin. L’aereo, inizialmente designato DB-3F, ricevette la denominazione definitiva Il-4 solo nel marzo 1942, quando l’Unione Sovietica revisionò il sistema di nomenclatura della propria aeronautica militare.
Di Mike1979 Russia – Opera propria, CC BY-SA 4.0, link
Sviluppo
Il progetto dell’Il-4 iniziò nel 1938, beneficiando dell’esperienza maturata con il predecessore DB-3 e delle competenze acquisite dall’industria aeronautica sovietica grazie a una significativa collaborazione internazionale. Il team di progettazione poté infatti avvalersi dell’esperienza di Boris Pavlovič Lisunov e dei suoi collaboratori, che avevano trascorso un periodo presso gli stabilimenti della Douglas Aircraft Company a Santa Monica, in California, dove si produceva il Douglas DC-3.
Il’jušin e il suo team prestarono particolare attenzione alle problematiche emerse durante l’impiego operativo del DB-3 e alle difficoltà riscontrate nella sua produzione. Il risultato fu un velivolo che, pur mantenendo alcune similitudini con il predecessore, presentava differenze così sostanziali da essere considerato un modello completamente nuovo piuttosto che una semplice evoluzione.
Una delle innovazioni più significative riguardò il processo produttivo: le modifiche introdotte portarono a una drastica riduzione delle ore di lavoro necessarie per completare ogni aereo, passando dalle 30.300 ore richieste per un DB-3M a sole 14.300 ore per un DB-3F. Questo miglioramento fu ottenuto attraverso una riprogettazione che semplificava l’assemblaggio e richiedeva una minore specializzazione delle maestranze.
Caratteristiche tecniche e innovazioni costruttive
La cellula e la struttura
L’Il-4 si presentava come un bimotore ad ala bassa dalla struttura originariamente interamente metallica, che utilizzava sia elementi in acciaio sia in leghe di alluminio. Tuttavia, le necessità belliche portarono a interessanti adattamenti: dall’autunno 1941, a causa della scarsità di alluminio, alcuni componenti iniziarono a essere realizzati in legno, tra cui la cabina del navigatore, il pavimento della cabina di pilotaggio e il rivestimento dei piani di coda. Dall’estate 1942 anche parte dell’ala venne realizzata con elementi lignei.
La caratteristica più evidente rispetto al predecessore era la prua completamente ridisegnata, più affusolata e dotata di un’ampia superficie vetrata. Questa modifica si rivelò particolarmente efficace in condizioni operative, garantendo al navigatore eccellenti condizioni di lavoro sia per la localizzazione dei bersagli sia per l’impiego dell’armamento difensivo.
La cabina di pilotaggio, posizionata nella parte superiore della profonda fusoliera di sezione ovale, presentava inizialmente una doppia zona vetrata. Questa configurazione venne modificata negli esemplari prodotti dal 1941, quando la seconda “finestra” fu eliminata in favore di un rivestimento completamente metallico. Una torretta dorsale di forma emisferica, differente da quella con sommità appiattita del DB-3M, completava il profilo superiore della fusoliera.
Un aspetto particolarmente innovativo riguardava i sei serbatoi di carburante alloggiati nelle ali: erano dotati di un sistema di sicurezza che prevedeva l’immissione di anidride carbonica in sostituzione del carburante consumato, riducendo così il rischio di incendio impedendo l’ingresso dell’ossigeno contenuto nell’aria.
Il carrello d’atterraggio, irrobustito rispetto al DB-3 per consentire l’utilizzo da campi di volo non perfettamente preparati, era di tipo triciclo posteriore con gli elementi anteriori monoruota che si ritraevano all’indietro nella parte posteriore delle gondole motore, lasciando sporgere una piccola porzione dello pneumatico.
Evoluzione dei motori
La storia dei motori dell’Il-4 rappresenta uno degli aspetti più problematici del suo sviluppo. Il progetto iniziale prevedeva l’installazione dei nuovi motori Tumanskij M-88, radiali a 14 cilindri raffreddati ad aria, dotati di compressore meccanico a due velocità e capaci di erogare 1.100 CV al decollo. Tuttavia, questi propulsori si rivelarono estremamente problematici: la configurazione delle cappottature e delle prese d’aria non consentiva un adeguato raffreddamento del motore e dei suoi impianti di aspirazione e lubrificazione.
I problemi erano così gravi che nel novembre 1939, dopo la consegna dei primi cinque esemplari, la V-VS fu costretta a restituire tutti gli aerei al costruttore. Lo stesso accadde per 29 dei 49 velivoli consegnati nel dicembre dello stesso anno. Come soluzione temporanea, si decise di utilizzare i più affidabili M-87 già impiegati sul DB-3M. La situazione peggiorò ulteriormente quando, nel corso del 1940, emerse che il maggior consumo della più recente versione del motore riduceva il raggio d’azione degli aerei.
Solo nella primavera del 1943 la situazione si stabilizzò con l’introduzione della versione M-88B, finalmente affidabile e installata su tutti gli esemplari di Il-4 usciti dagli impianti produttivi. Nell’autunno dello stesso anno venne adottata la versione M-88V, ancora più potente con i suoi 1.250 CV.
Armamento e capacità offensive
L’Il-4 poteva trasportare nella stiva interna dieci bombe FAB-100 da 100 kg, configurazione che garantiva un considerevole raggio d’azione di circa 3.300 km. Mediante rastrelliere subalari, il carico bellico poteva essere aumentato fino a 2.900 kg, anche se questo comportava una riduzione del raggio operativo e la necessità di piste più lunghe per il decollo.
L’armamento difensivo comprendeva inizialmente tre mitragliatrici ShKAS calibro 7,62 mm, che utilizzavano munizioni 7,62 × 54 mm R. Le armi erano disposte in postazioni singole: nella prua vetrata, nella torretta dorsale e in una postazione ventrale retraibile nel ventre della fusoliera. A partire dalla primavera del 1942, la torretta dorsale venne equipaggiata con una più potente mitragliatrice Berezin UBT calibro 12,7 mm, che impiegava munizioni 12,7 × 108 mm.
Impiego operativo
Le prime fasi del conflitto
All’inizio dell’operazione Barbarossa, l’Unione Sovietica poteva contare su circa 900 bombardieri tra DB-3 e DB-3F/Il-4, che costituivano la maggior parte dei velivoli da bombardamento “pesante” disponibili nel teatro europeo. La dislocazione delle basi operative, sufficientemente arretrate rispetto alla linea del fronte, permise di preservare gran parte della flotta dalle devastanti incursioni iniziali della Luftwaffe.
Tuttavia, le prime operazioni rivelarono gravi carenze nel coordinamento tra i bombardieri e la caccia di scorta, principalmente dovute a problemi nella catena delle comunicazioni. Questa situazione causò pesanti perdite per mano dei caccia tedeschi. Di conseguenza, già dal 3 luglio 1941, il Comando Supremo sovietico decise di limitare l’impiego dei bombardieri alle ore notturne.
Nei giorni immediatamente successivi, gli Il-4 delle flotte del Baltico e del Mar Nero iniziarono una serie di missioni notturne contro obiettivi strategici come Königsberg, Danzica, Helsinki, Varsavia e Costanza. L’aereo si dimostrò particolarmente versatile, venendo impiegato non solo come bombardiere strategico ma anche per missioni di supporto ravvicinato, ricognizione a lungo raggio ed esplorazione.
Supporto ai partigiani
Un ruolo particolarmente interessante dell’Il-4 fu il sostegno ai partigiani operanti nei territori sovietici occupati. La V-VS sviluppò appositamente il contenitore paracadutabile UDP-500, dalla caratteristica forma aerodinamica simile a una bomba, capace di trasportare fino a 500 kg di rifornimenti. Ogni Il-4 poteva trasportare fino a tre di questi contenitori contemporaneamente, utilizzati per consegnare armi, munizioni, radio e abbigliamento.
Furono sviluppate anche soluzioni più sofisticate che, utilizzando elementi aerodinamici in legno, permettevano il lancio paracadutato di motociclette, sidecar e persino cannoni anticarro. Queste operazioni venivano generalmente condotte con il favore delle tenebre.
Impiego come aerosilurante
La versione Il-4T si dimostrò particolarmente efficace nelle operazioni navali. Questi velivoli potevano essere armati alternativamente con un siluro Tipo 45-36 da 940 kg, con mine navali AMG-1 da 900 kg o con bombe convenzionali. Gli Il-4T furono impiegati fin dai primi giorni di guerra in missioni di bombardamento su Costanza e Bucarest, e in operazioni di posa di mine nelle acque antistanti i porti di Helsinki, Kotka e Tallinn.
Tra il 1942 e il 1944, gli Il-4T ottennero risultati significativi, con 60 affondamenti documentati di navi appartenenti alle forze dell’Asse. Il loro impiego continuò fino agli ultimi giorni del conflitto, dopo la dichiarazione di guerra contro il Giappone, quando parteciparono a operazioni di attacco alle navi (che portarono all’affondamento di 25 vascelli) e a missioni di bombardamento convenzionale in Manciuria e in Corea.
Le ultime fasi della guerra e il dopoguerra
Le ultime grandi operazioni strategiche che videro protagonista l’Il-4 furono i bombardamenti su Königsberg nei primi giorni dell’aprile 1945 e gli attacchi contro le difese tedesche lungo il fiume Oder. La versatilità e l’affidabilità dell’Il-4T ne prolungarono l’impiego ben oltre il termine della seconda guerra mondiale: gli ultimi esemplari rimasero in servizio nella V-VS fino al 1952, quando furono definitivamente sostituiti dai più moderni Ilyushin Il-28T.
L’utilizzo da parte di altre nazioni
Germania
Nonostante la cattura di alcuni esemplari, la Luftwaffe non impiegò mai operativamente l’Il-4. Gli aerei catturati e le componenti recuperabili furono inviati presso l’Erprobungsstelle di Rechlin e il Deutsche Versuchsanstalt für Luftfahrt di Berlino per valutazione. I tedeschi, che avevano già avuto modo di provare un DB-3M catturato dai finlandesi, non apprezzarono particolarmente l’aereo, giudicandolo tecnicamente difettoso e con caratteristiche di volo inferiori rispetto ai velivoli in servizio nei loro reparti operativi.
Finlandia
La Suomen ilmavoimat (l’aeronautica militare finlandese) acquistò quattro DB-3F dalla Germania il 2 ottobre 1942. Durante il trasferimento dall’aeroporto di Brjansk, uno degli aerei andò perduto a causa di un guasto a un motore M-88. I tre esemplari rimanenti richiesero lunghi lavori di adattamento prima di entrare in servizio, tra giugno e settembre 1943.
Gli aerei finlandesi operarono inizialmente contro l’Armata Rossa fino all’estate 1944. Dopo l’armistizio di Mosca, quando la Finlandia si ritirò dall’alleanza con le Potenze dell’Asse, gli Il-4 furono impiegati contro le truppe tedesche, partecipando a missioni di bombardamento nell’area di Rovaniemi. Solo un aereo sopravvisse fino al termine della guerra, venendo accantonato in un hangar nel febbraio 1945 dopo 169 ore di volo con le insegne finlandesi.
Principali varianti dell’Ilyushin Il-4
- Il-4: versione da bombardamento a largo raggio
- Il-4T: versione aerosilurante
- Il-4TK: versione da alta quota per il bombardamento e la ricognizione, caratterizzata da una fusoliera ridisegnata con per la pressurizzazione della cabina di pilotaggio, la quota operativa era di 11.000 metri
Informazioni aggiuntive
- Nazione: URSS
- Modello: Ilyushin Il-4
- Costruttore: Industrie di Stato
- Tipo: BombardamentoSilurante
- Motore:
2 M.88B, radiali a 14 cilindri, raffreddati ad aria, da 1.100 HP ciascuno.
- Anno: 1940
- Apertura alare m.: 21.44
- Lunghezza m.: 14.80
- Altezza m.: 4.20
- Peso al decollo Kg.: 10.000
- Velocità massima Km/h: 410 a 6.400 m.
- Quota massima operativa m.: 10.000
- Autonomia Km: 4.250
- Armamento difensivo:
3 mitraglatrici
- Equipaggio: 3-4
- Bibliografia – Riferimenti:
- Enzo Angelucci – Paolo Matricardi: Guida agli aeroplani di tutto il mondo: la Seconda Guerra Mondiale (Mondadori) ISBN: 978-8804313823.
- Bill Gunston: The Osprey Encyclopedia of Russian Aircraft 1875–1995. Osprey, 1995. ISBN 1-85532-405-9.
- PlaneHistoria
- AirVectors
- Military Factory
- airpages.ru