Fiat G.12

di redazione
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Progettato come aereo da trasporto civile immediatamente prima della guerra, il Fiat G.12 venne rapidamente adattato ad usi militari all’ingresso dell’Italia in guerra.

Frutto di un progetto estremamente valido, il G.12 venne costruito per tutta la durata del conflitto in differenti varianti dotate di autonomia e capacità di carico sempre crescenti.

Le buone caratteristiche di volo unite alla capacità di carico fecero del G 12 un aereo tale da essere utilizzato dall’aviazione militare italiana anche negli anni successivi alla guerra.

Il Fiat G.12 è un trimotore monoplano ad ala bassa, propulso da tre motori Fiat radiali a struttura e rivestimento misti, rappresenta un interessante esempio di come un aereo inizialmente progettato per il trasporto civile si sia trovato, a causa delle circostanze belliche, a ricoprire un ruolo fondamentale come aereo da trasporto militare durante la Seconda Guerra Mondiale.

Fiat G.12
Fiat G.12

Progetto e sviluppo

La storia del Fiat G.12 inizia alla fine degli anni ’30, quando la compagnia aerea Avio Linee Italiane (ALI), di proprietà del gruppo Fiat, decise di dotarsi di un nuovo velivolo per rinnovare la propria flotta. L’incarico di progettare questo aereo venne affidato all’ingegner Giuseppe Gabrielli, uno dei più brillanti progettisti aeronautici italiani dell’epoca, già autore di numerosi velivoli sia civili che militari per la Fiat Aviazione.

Gabrielli concepì il G.12 come un monoplano ad ala bassa dalla struttura interamente metallica, con una fusoliera capace di ospitare fino a 14 passeggeri in una comoda cabina. La propulsione era affidata a tre motori radiali Fiat A.74 RC.42 da 800 CV ciascuno, una versione appositamente studiata per questo aereo e derivata da un motore inizialmente pensato per i caccia della Regia Aeronautica.

Il primo prototipo del G.12, matricola MM.60649, venne completato nel 1940 e portato in volo per la prima volta il 15 ottobre di quell’anno dal pilota collaudatore Enrico Rollandi. Durante i test emersero alcuni problemi, come una certa instabilità direzionale e una tendenza a cabrare, ma nel complesso l’aereo si dimostrò promettente.

L’interesse della Regia Aeronautica

Nonostante fosse stato concepito come aereo di linea, il G.12 attirò subito l’attenzione della Regia Aeronautica, che intuì le potenzialità del velivolo come aereo da trasporto militare. Con lo scoppio della guerra, infatti, divenne evidente la necessità di disporre di efficienti aerei cargo per supportare le operazioni belliche su tutti i fronti.

La Regia ordinò così 21 esemplari di G.12, compreso il prototipo, ma a causa delle priorità belliche le consegne procedettero a rilento. Il primo esemplare venne preso in carico solo nel novembre 1941 dal Nucleo Comunicazioni dell’ALI, che nel frattempo era stata militarizzata e posta sotto il controllo dell’Aeronautica.

I G.12 militari vennero impiegati principalmente per il trasporto di personale, materiali e posta sulle rotte che collegavano l’Italia ai vari teatri operativi, in particolare l’Africa Settentrionale. Grazie alla sua capacità di carico e all’autonomia, il trimotore della Fiat si dimostrò prezioso per mantenere i collegamenti logistici con le truppe al fronte.

Tecnica e caratteristiche

Dal punto di vista tecnico, il G.12 si presentava come un velivolo dall’architettura convenzionale per l’epoca, con una struttura interamente metallica e un’ala bassa a sbalzo. La fusoliera, a sezione rettangolare, integrava la cabina di pilotaggio sopraelevata, lo scompartimento passeggeri e il vano di carico posteriore.

L’impennaggio di coda era del tipo classico, monoderiva, mentre il carrello d’atterraggio aveva una configurazione triciclo posteriore, con le gambe principali che si ritraevano nelle gondole dei motori alari.

La propulsione era affidata, come detto, a tre motori radiali Fiat A.74 RC.42 a 9 cilindri raffreddati ad aria, capaci di 800 CV ciascuno. Questi motori, che rappresentavano il meglio della tecnologia motoristica aeronautica italiana del tempo, garantivano al G.12 buone prestazioni di carico e autonomia.

Nelle versioni militari la capacità di trasporto arrivava a 18-22 soldati equipaggiati, oppure fino a 3.000 kg di materiali. Alcune fonti riportano anche l’impiego sperimentale del G.12 come aereo da bombardamento, armato con mitragliatrici difensive e un carico di caduta fino a 1.800 kg di bombe, anche se non ci sono conferme di un suo utilizzo bellico in questo ruolo.

Fiat G.12 in volo
Fiat G.12 in volo

Eredità

Con l’armistizio dell’8 settembre 1943 e la successiva occupazione tedesca dell’Italia centro-settentrionale, i G.12 superstiti vennero requisiti dalla Luftwaffe, che li impiegò a sua volta come aerei da trasporto fino alla fine del conflitto.

Dopo la guerra, alcuni esemplari tornarono alla ricostituita Aeronautica Militare italiana, che ne cedette una parte in prestito all’Alitalia, la nuova compagnia di bandiera nata dalle ceneri dell’Ala Littoria. Il Fiat G.12 ritrovò così, per qualche anno, il suo ruolo originario di aereo di linea, prima di essere definitivamente radiato all’inizio degli anni ’50.

Nonostante una carriera relativamente breve e un numero di esemplari prodotti non elevatissimo (circa 80 in totale), il Fiat G.12 si ritagliò un posto significativo nella storia dell’aviazione italiana. Fu infatti uno dei pochi aerei nazionali a ricoprire con successo sia il ruolo di aereo di linea che quello di aereo da trasporto militare, dando prova di robustezza e affidabilità in condizioni spesso proibitive. Un contributo quello del “camionetta dell’aria”, come veniva soprannominato affettuosamente dai suoi equipaggi, che merita di essere ricordato.

Principali varianti del Fiat G.12

  • G.12C: versione civile da trasporto passeggeri. 14 posti, propulso da tre motori Fiat A.74 RC42 radiali da 800 cavalli ciascuno
  • G.12 Gondar: versione da trasporto merci a grande autonomia
  • G.12GA: versione da trasporto a Grande Autonomia, caratterizzata dai serbatoi di combustibile aggiuntivi. Ne vennero costruiti tre esemplari
  • G.12RT: un unico esemplare, costruito appositamente per la trasvolata Roma Tokyo
  • G.12RTbis: un solo esemplare costruito
  • G.12T: versione militare, trasporto merci e truppe
  • G.12CA: versione passeggeri con 18 posti, motori radiali Alfa Romeo 128 RC da 860 cavalli
  • G.12L: versione passeggeri con 22 posti con motorizzazione identica alla CA
  • G.12LA: versione passeggeri con 22 posti con motorizzazione identica alla CA
  • G.12LB: versione passeggeri con 22 posti, motori Bristol Pegasus 48, radiali da 810 cavalli ciascuno
  • G.12LP: versione passeggeri con 22 posti propulsa da 3 motori Pratt & Whitney R-1830 Twin Wasp, radiali da 1.065 Hp

Informazioni aggiuntive

  • Nazione: Italia
  • Modello: Fiat G.12
  • Costruttore: Fiat S.A.
  • Tipo: Trasporto
  • Motore:

    3 Fiat A.74 RC 42, radiali a 14 cilindri, raffreddati ad aria, da 800 HP ciascuno.

  • Anno: 1941
  • Apertura alare m.: 28.60
  • Lunghezza m.: 20.10
  • Altezza m.: 4.90
  • Peso al decollo Kg.: 15.000
  • Velocità massima Km/h: 390
  • Quota massima operativa m.: 8.500
  • Autonomia Km: 2.300 
  • Armamento difensivo:

    2 mitragliatrici

  • Equipaggio: 4
  • Bibliografia – Riferimenti:
       

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