I KOR 1 e 2 furono gli idrovolanti imbarcati più diffusi nella marina sovietica nella Seconda Guerra Mondiale e nel periodo immediatamente precedente.
L’aereo era stato progettato come ricognitore ma poteva imbarcare anche un piccolo carico di bombe; l’impiego operativo fu limitato in quanto le navi da guerra dell’Unione Sovietica non ebbero un vasto impiego, l’inspiegabile assenza di attività dei sommergibili in particolare resta tutt’ora un enigma per gli storici.
Il Beriev KOR-1 è un idrovolante biplano con galleggiante principale centrale e stabilizzatori sotto le semiali; il motore è un M25 radiale.
Il Beriev KOR-1 (in cirillico КОР-1, dove KOR sta per Korabel’nyj Razvedčik, ricognitore navale), noto anche come Be-2, fu il primo idroricognitore catapultabile progettato e costruito in Unione Sovietica nella seconda metà degli anni ’30. Sviluppato dall’OKB di Georgij Michajlovič Beriev su richiesta della Marina sovietica, che necessitava di un velivolo imbarcato per le sue nuove unità leggere, il KOR-1 non superò le prove di accettazione ma venne comunque prodotto in piccola serie e impiegato operativamente tra il 1939 e il 1940.
Seppur di modeste prestazioni e affetto da numerose criticità, il KOR-1 rappresentò il primo tentativo dell’industria aeronautica sovietica di sviluppare un idrovolante specificamente progettato per il decollo da catapulta, una soluzione imposta dagli angusti spazi disponibili a bordo dei nuovi incrociatori leggeri classe Kirov. Fino ad allora infatti gli idrovolanti imbarcati venivano semplicemente calati in acqua per mezzo di una gru, oppure facevano ricorso a lunghe e ingombranti rampe inclinate.
Sviluppo
Nel 1936 il comando della Marina sovietica emise un requisito per un ricognitore idrovolante catapultabile destinato ai nuovi incrociatori classe Kirov allora in fase di allestimento. Il compito di progettare il velivolo fu assegnato all’OKB diretto da Beriev con sede a Taganrog. Le specifiche richiedevano un aereo compatto, leggero, di costruzione interamente metallica per resistere alla corrosione e con le ali ripiegabili per risparmiare spazio a bordo.
Grande enfasi venne posta sulle doti di galleggiabilità e di tenuta al mare, essenziali per poter operare anche in condizioni di mare mosso. Oltre alla ricognizione e all’osservazione del tiro, il KOR-1 avrebbe dovuto svolgere anche missioni di bombardamento in picchiata con un modesto carico di caduta. Era inoltre prevista una versione civile da impiegare come aereo postale artico e per la ricerca dei banchi di pesce.
Il KOR-1 volò per la prima volta nel settembre 1936, rivelandosi però ben al di sotto delle aspettative: caratteristiche di volo mediocri, scarsa manovrabilità e numerosi problemi tecnici emersi durante i collaudi ne impedirono l’accettazione da parte della Voenno-morskoj flot. Tuttavia, data la totale mancanza di alternative e gli impegni prioritari di Beriev nella produzione di altri modelli, si decise di avviare ugualmente il KOR-1 alla produzione in piccola serie.
Presso lo stabilimento n°31 di Taganrog vennero assemblati, non senza difficoltà, solo 12 esemplari oltre al prototipo. Nel giugno 1941 sei KOR-1 risultavano assegnati alla Flotta del Baltico e cinque a quella del Mar Nero, imbarcati a bordo degli incrociatori Kirov e Vorošilov in ragione di due velivoli per unità. L’impiego operativo fu alquanto limitato e già nel 1940 il KOR-1 iniziò a essere radiato dal servizio attivo.
Descrizione tecnica
Dal punto di vista tecnico il KOR-1 era un idrovolante a scafo centrale monomotore biplano di costruzione mista. Lo scafo centrale era abbinato a due galleggianti stabilizzatori alari. L’equipaggio era composto da due persone, pilota e osservatore/mitragliere, alloggiati in abitacoli separati.
La struttura della fusoliera era in tubi d’acciaio al cromo-molibdeno saldati, con rivestimento in duralluminio nella parte prodiera e in tela in quella poppiera, rinforzato con cavi d’acciaio. Le ali bilongherone avevano struttura metallica e rivestimento in tela. Quella superiore alloggiava gli alettoni e quella inferiore i flap a fessura.
Gli impennaggi avevano struttura interamente metallica e rivestimento misto tela/duralluminio. Il timone era servocomandata e lo stabilizzatore regolabile da terra. Il carrello nei rari esemplari “terrestri” era triciclo posteriore fisso con ammortizzatori oleopneumatici, sostituibile con pattini da neve.
Il propulsore era un radiale Shvetsov M-25 a 9 cilindri raffreddati ad aria, erogante 635 CV a 2.050 giri/min. Esso azionava un’elica bipala metallica del diametro di 2,9 m. Il carburante era stivato in due serbatoi principali da 160 litri più uno ausiliario da 75 litri. L’armamento si basava su tre mitragliatrici ShKAS da 7,62 mm, due fisse in caccia e una brandeggiabile, con 500-1000 colpi per arma. Due bombe FAB-100 da 100 kg potevano essere agganciate sotto le semiali.
Conclusioni
Malgrado prestazioni e doti complessive piuttosto modeste, il Beriev KOR-1 riveste un certo interesse storico in qualità di primo tentativo dell’URSS di dotarsi di un idroaddestratore imbarcato catapultabile. Le ristrettezze imposte dal decollo “assistito” richiedevano infatti soluzioni progettuali specifiche, che si discostavano sensibilmente da quelle dei più convenzionali idrovolanti a scarponi dell’epoca.
Benché il progetto del KOR-1 si sia rivelato in definitiva un vicolo cieco, tanto da venire rapidamente accantonato, l’esperienza acquisita con questo modello avrebbe costituito la base per lo sviluppo del più riuscito KOR-2 che gli sarebbe succeduto nel ruolo di ricognitore-osservatore catapultabile imbarcato. Anche quest’ultimo tuttavia, complice l’evolversi delle dottrina aeronavale sovietica, avrebbe conosciuto una carriera operativa piuttosto breve e priva di particolari exploit.
Il KOR-1 resta comunque una tappa importante del difficile processo di integrazione tra forze aeree e forze navali di superficie nella Marina militare sovietica alla fine degli anni ’30, un’eredità che si sarebbe perpetuata, pur tra molte difficoltà, fino ai giorni nostri nella Voenno-morskoj flot della Federazione Russa.
Principali varianti del Beriev KOR-1
- KOR-1 o Be-2: unica variante in produzione, dotata di motore Shvetsov M-25 radiale a 9 cilindri (copia su licenza dell’americano Wright R-1820) da 700 hp; vennero impiegato due diverse eliche, una bipala e una tripala che poteva cambiare passo a motore fermo. Nonostante alcuni problemi di stabilità che non vennero completamente risolti l’aereo entrò comunque in produzione, soprattutto per mancanze di alternative. Ne vennero costruiti circa 300 esemplari
Informazioni aggiuntive
- Nazione: URSS
- Modello: Beriev KOR-1
- Costruttore: Industrie di Stato
- Tipo: Ricognizione
- Motore:
M.25, radiale a 9 cilindri, raffreddato ad aria, da 750 HP
- Anno: 1938
- Apertura alare m.: 10.99
- Lunghezza m.: 8.25
- Altezza m.: 3.81
- Peso al decollo Kg.: 1.126
- Velocità massima Km/h: 240 a 2.000 m.
- Quota massima operativa m.: 7.000
- Autonomia Km: 500
- Armamento difensivo:
2 mitragliatrici
- Equipaggio: 2
- Bibliografia – Riferimenti:
- Enzo Angelucci – Paolo Matricardi: Guida agli aeroplani di tutto il mondo: la Seconda Guerra Mondiale (Mondadori) ISBN: 978-8804313823.
- Bill Gunston: The Osprey Encyclopedia of Russian Aircraft 1875–1995. Osprey, 1995. ISBN 1-85532-405-9.
- Naval Encyclopedia
- Aviastar