Amiot 143

di redazione
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Il prototipo dell’Amiot 143 volò nel lontano 1931, ma allo scoppio della guerra numerose unità da bombardamento francesi erano ancora equipaggiate con questo lento bimotore.

Pur dotato di un buon armamento, nel 1939 questo aereo era ormai irrimediabilmente superato ed era una facile preda degli aerei da caccia tedesca; nei primi mesi del conflitto, aerei di questo tipo vennero principalmente impiegati per il lancio di inoffensivi manifestini della propaganda sui territori tedeschi, ma a partire dal maggio del 1940 l’Amiot 143 venne usato in imprese a dir poco disperate, come dimostra l’impressionante tasso di perdite cui andarono incontro i reparti da bombardamento impiegati in missioni offensive.

Dopo l’ armistizio gli aerei di questo tipo finiti in mani tedesche vennero usati dalla Luftwaffe come trasporto.

L’Amiot 143 è un bimotore ad ala alta, carrello fisso, caratterizzato da un’ ampia fusoliera vetrata e da una profonda gondola ventrale. I motori sono due Gnome Rhone radiali.

L’Amiot 143 fu un bombardiere medio multiruolo sviluppato dall’azienda aeronautica francese Amiot nella prima metà degli anni ’30. Progettato per rispondere a una specifica del 1928 che richiedeva un velivolo monoplano in grado di svolgere missioni di bombardamento diurno e notturno, ricognizione a lungo raggio e scorta ai bombardieri, questo robusto e versatile aereo equipaggiò i reparti da bombardamento dell’Armée de l’Air fino alla disfatta francese del 1940.

Amiot 143
Amiot 143

Progetto e sviluppo

Le origini dell’Amiot 143 risalgono al predecessore Amiot 140, di cui furono ordinati due prototipi per competere con altri modelli francesi dell’epoca come il Breguet 410 e il Blériot 137. Il 140 era un monoplano ad ala alta di costruzione interamente metallica, con carrello fisso, cabina di pilotaggio aperta e postazioni per mitraglieri in torrette frontali, dorsali e in una gondola ventrale.

Il primo prototipo del 140, equipaggiato con motori Hispano-Suiza provvisori in attesa dei previsti Lorraine 18G Orion, volò nell’aprile 1931. Il secondo, completato nel 1932, non volò mai per l’indisponibilità dei propulsori. Nonostante ciò, nel 1933 fu piazzato un ordine per 40 esemplari, da equipaggiare con motori Lorraine 12Q Eider.

Nel frattempo il ministero dell’aria aveva rivisto i requisiti, privilegiando il ruolo di bombardiere e chiedendo prestazioni superiori. L’Amiot ridisegnò l’aereo incorporando l’esperienza acquisita, ingrandendo la gondola ventrale, irrobustendo l’armamento difensivo e portando l’equipaggio a 5 persone. Nacquero così due nuovi prototipi, l’Amiot 142 con motori Hispano-Suiza 12Y e l’Amiot 143 con radiali Gnome-Rhône 14K.

Alla fine fu scelto l’Amiot 143 e i 40 esemplari di pre-serie del 140 furono convertiti in questo modello. La produzione partì nell’aprile 1935 e totalizzò 138 velivoli fino al completamento nel marzo 1937. Nel frattempo il progetto era stato affinato, dotandolo di una fusoliera allungata, un impianto di carburante rivisto e mitragliatrici MAC 1934 in luogo delle Lewis.

Tecnica e armamento

L’Amiot 143 riprendeva l’impostazione del predecessore, con ala alta spessa abbastanza da consentire all’equipaggio l’accesso ai motori tramite un tunnel tra le centine. Il pilota sedeva in una cabina chiusa sul bordo d’attacco alare, mentre il navigatore/bombardiere, dotato di doppi comandi, era sistemato nella gondola vetrata sotto di lui. Completavano l’equipaggio un marconista in fondo alla gondola e due mitraglieri in torrette frontale e dorsale.

L’armamento difensivo si basava inizialmente su 4 mitragliatrici Lewis: una nel muso, una in torretta dorsale e due brandeggiabili dal marconista. Con l’adozione delle MAC 34 il numero di armi fu portato a 4, sparanti in tutte le direzioni grazie a un portello ventrale per il navigatore. Il carico bellico offensivo era alloggiato internamente nella gondola.

La propulsione era affidata a due radiali Gnome-Rhône 14K da 950 CV, che consentivano una velocità massima di 275 km/h a 3500 metri. L’autonomia raggiungeva i 1300 km. Pur se non eccezionali per l’epoca, queste prestazioni insieme alla notevole capacità di carico rendevano l’Amiot 143 un bombardiere dalle caratteristiche rispettabili.

Impiego operativo

I primi Amiot 143 raggiunsero i reparti nel luglio 1935 ma già nel 1938, all’atto delle ultime consegne, stavano venendo soppiantati da modelli più moderni come il Bloch MB.131. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale tuttavia equipaggiavano ancora 5 Groupes Aériennes metropolitani e uno in Africa.

Durante la “strana guerra”, gli Amiot compirono voli di ricognizione e lanciarono volantini sulla Germania. All’inizio della campagna di Francia nel maggio 1940 ne restavano 87 in prima linea, 50 in 4 Groupes in patria e 17 in Africa. Vennero impiegati soprattutto in attacchi notturni contro aeroporti e linee di comunicazione tedesche, subendo perdite contenute.

L’eccezione fu una sfortunata incursione diurna il 14 maggio contro le teste di ponte nemiche a Sedan, in cui 3 Amiot su 10 furono abbattuti o danneggiati nonostante la scorta di caccia. Dopo l’armistizio, 52 Amiot 143 rimasero nella Zona Libera e 25 in Africa Settentrionale. Riorganizzati, continuarono a volare con i francesi fino al luglio 1941, quando furono rimpiazzati dai LeO 451.

Gli ultimi esemplari furono radiati nel febbraio 1944. Pochi finirono in mano ai tedeschi e usati come trasporto. Se la guerra per la Francia fosse durata un po’ di più, è probabile che sarebbero stati tutti convertiti in addestratori. In effetti il loro declino era inevitabile di fronte ai rapidi progressi tecnologici del periodo.

Amiot 144 con carrello retrattile
Amiot 144 con carrello retrattile

Versioni successive

L’unico tentativo degno di nota di migliorare la formula del 143 fu l’Amiot 144, realizzato in un solo prototipo per rispondere a una specifica del 1933. Differiva essenzialmente per l’adozione del carrello retrattile. Volò nel gennaio 1936 ma non ebbe seguito produttivo.

Eredità

Nato da una gestazione lunga e travagliata, l’Amiot 143 si rivelò in definitiva un onesto “cavallo da tiro” dei reparti da bombardamento francesi a cavallo tra gli anni ’30 e ’40. Costruito in numero ragguardevole per l’epoca, circa 140 esemplari, e dotato di caratteristiche polivalenti, diede un contributo significativo alla battaglia aerea durante la Campagna di Francia, pur con limiti evidenti.

La sua concezione, per quanto robusta e spaziosa, non era più all’altezza dei tempi e il suo armamento difensivo, basato su mitragliatrici leggere, era ancora quello tipico dei bombardieri della prima metà degli anni ’30. Ma la ragione principale del suo declino fu la rapidissima evoluzione tecnologica di quel periodo, che lo rese obsoleto nel giro di pochi anni di fronte a caccia e bombardieri molto più prestanti.

In questo senso la storia dell’Amiot 143 è emblematica della sorte di molti velivoli nati troppo a ridosso del secondo conflitto mondiale, superati dagli eventi proprio quando avrebbero dovuto dare il loro contributo. Oggi è un aereo quasi dimenticato, eppure con i suoi compagni di sventura concorse fino all’ultimo a difendere i cieli di Francia. Un motivo in più per riscoprirne le gesta e ricordarne il sacrificio.

Principali varianti dell’Amiot 143

  • Amiot 140M: 2 prototipi costruiti di cui soltanto uno venne provato in volo; i motori erano due Hispano-Suiza 12Nbr lineari da 650 cavalli
  • Amiot 141M: versione trimotore propulsa da motori Lorraine-Dietrich 18G Orion W-18 da 700 cavalli
  • Amiot 142: un solo prototipo costruito con motori Hispano-Suiza 12Ybrs
  • Amiot 143: versione in produzione di serie, ne vennero realizzati complessivamente 138 esemplari comprendendo anche 40 ordinati come Amiot 140 e 25 Amiot 144. La propulsione era affidata a due Gnome-Rhone 14Krs da 890 cavalli
  • Amiot 144: versione con una ridotta superficie alare, ipersostentatori, carrello retrattile e priva della torretta difensiva frontale, motorizzazione identica a quella dell’Amiot 143. Ne vennero ordinati 26 esemplari ma solo uno fu completato, altri 25 vennero costruiti come 143
  • Amiot 145: versione progettata per utilizzare i motori Hispano-Suiza 14AA radiali
  • Amiot 146: versione progettata per utilizzare i motori Gnome-Rhone 18Lars radiali
  • Amiot 147: versione progettata per motorizzare l’Amiot 144 con motori Gnome-Rhone 18Lars
  • Amiot 150: prototipo costruito per le esigenze della marina per svolgere compiti di pattugliamento e siluramento. Derivato dall’Amiot 143 aveva una superficie alare ridotta, motori radiali Gnome-Rhone 14Kdrs da 750 cavalli e poteva utilizzare un carrello di atterraggio convenzionale oppure dei galleggianti per essere impiegato come idrovolante

Informazioni aggiuntive

  • Nazione: Francia
  • Modello: Amiot 143
  • Costruttore: SECM
  • Tipo: Bombardamento
  • Motore:

    2 Gnome-Rhone 14 Klrs, radiali a 14 cilindri raffreddati ad aria, da 870 HP ciascuno

  • Anno: 1935
  • Apertura alare m.: 24.51
  • Lunghezza m.: 18.26
  • Altezza m.: 5.66
  • Peso al decollo Kg.: 9.700
  • Velocità massima Km/h: 310 a 4.000 m.
  • Quota massima operativa m.: 7.900
  • Autonomia Km: 1.200 
  • Armamento difensivo:

    4 mitragliatrici

  • Equipaggio: 5
  • Bibliografia – Riferimenti:
     
    • Enzo Angelucci – Paolo Matricardi: Guida agli aeroplani di tutto il mondo: la Seconda Guerra Mondiale (Mondadori) ISBN: ‎ 978-8804313823.
    • Passion Air 1940
    • Plane Historia
     

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